“Un racconto implica sempre, in forma drammatica, il mistero della personalità. … quando si scrivono racconti bisogna accontentarsi di cominciare proprio da lì: facendo vedere come si comporta davvero certa gente, come si composta a dispetto di tutto.”
“Se cominciate da una personalità vera, da un vero personaggio, qualcosa accadrà per forza; e non c’è bisogno di sapere che cosa sia prima d’iniziare. Anzi, forse è addirittura meglio non saperlo. Siete voi che dovreste scoprire qualcosa di nuovo dai vostri racconti, perché se non ci riuscite voi, sarà difficile che ci riesca qualcun altro”. Flannery O’Connor

Arrossì a un tratto ma non come arrossiscono le persone adulte, leggermente senza accorgersene, ma come arrossiscono i ragazzi, sentendo che sono ridicoli con la loro timidezza, e perciò vergognandosi e arrossendo ancora di più quasi fino alle lacrime. Tolstoj

Dick è paziente, appassionato e gentile come un maestro di scuola elementare: riesce a vendere dei dischi che gli acquirenti non sapevano di volere perché intuisce cosa gli piace. Dick chiacchiera, poi mette qualcosa sul piatto del giradischi e subito quelli con gran disinvoltura tirano fuori biglietti da cinque sterline proprio come se fossero entrati in negozio per quel disco lì. Barry, invece, i clienti li investe come un bulldozer, inducendoli alla sottomissione. Li sfotte perché non possiedono il disco X e quelli se lo comprano; ride se non hanno Y e quelli se lo comprano; ostenta incredulità quando gli dicono di non aver mai sentito parlare di W e allora quelli comprano anche qualcosa di W. Hornby

Si considerava seriamente inadeguato allo studio come al gioco; addirittura la quotidiana routine della scuola, come preparare il letto e spazzolarsi i vestiti, gli sembrava superiore alle proprie forze. Gli mancava persino la fede, gli aveva fatto notare la vecchia Mrs Thursgood: in cappella faceva troppe smorfie. Di conseguenza, si rimproverava vivamente per queste deficienze, ma soprattutto per la rottura del matrimonio dei propri genitori, che avrebbe dovuto prevedere e prevenire. Le Carrè

Teneva gli occhi stretti in un reticolo sottile di rughe e nonostante l’abbronzatura sembrava pallido, quasi grigio come chi non ha dormito da tanto. Lucarelli

Prese di tasca la fototessera per guardare la foto: era minuscola, ma di una nitidezza impressionante. Vide due occhi chiari, chiarissimi, quasi trasparenti; capelli fini e folti, pettinati all’indietro; guance incavate, mento deciso, naso dritto e una pelle liscia e priva di rughe. Sorrise: le rughe sono dentro!…

Il suo sguardo, già normalmente paranoico, tutto scatti di lato e battiti di ciglia pareva uno stormo di uccelli dopo uno sparo e si sparpagliava in tutte le direzioni con una frenesia che aveva un che di funesto: lo sguardo di una persona in grave pericolo. Veronesi

Briony era una di quelle bambine possedute dal desiderio che al mondo fosse tutto assolutamente perfetto. Mentre la camera della sorella maggiore era una baraonda di libri mai chiusi, vestiti mai ripiegati, un letto mai rifatto e posacenere mai svuotati, quella di Briony era il santuario del demone che la animava: nel modellino di fattoria disposto sul davanzale profondo della finestra figuravano gli animali consueti, ma tutti rivolti in un’unica direzione – quella della loro proprietaria – quasi che fossero sul punto di levare un canto; perfino le galline erano sistemate rigorosamente in cerchio. In effetti quella di Briony era la sola camera ordinata al piano di sopra della casa. Le sue bambole, sedute erette nelle loro ville a più stanze, parevano obbedire al preciso ordine di non sfiorare mai le pareti. … McEwan

Quando leggeva abbassava le sopracciglia come uno studioso, e con un rumorino meditabondo si rosicchiava una dopo l’altra le unghie della mano libera… La madre di Clyde era un donnone grasso, con la pelle olivastra e l’aspetto sciupato e deluso di chi ha speso tutta la vita a fare cose per gli altri. … Capote

Era il tipo di ragazza che non pianta le cose a metà – qualsiasi cosa – per un campanello. Non cambiò espressione, come se quel telefono fosse abituata a sentirlo suonare ininterrottamente fin dalla pubertà. Mentre gli squilli continuavano, passò il pennellino sull’unghia del mignolo, accentuando la curva della lunetta. Poi rimise il tappo al flacone di lacca e, alzandosi, agitò avanti e indietro la mano bagnata, la sinistra. Con quella asciutta raccolse dal sedile nel vano della finestra un portacenere congestionato e se lo portò fino al tavolino da notte, su cui era posato l’apparecchio. Sedette su uno dei due letti gemelli, fatti entrambi, e a questo punto – era il quinto o il sesto squillo – alzò il ricevitore. Salinger

Era il genere di donna che ride prima di conoscere la fine della barzelletta. … Con le sue rughe mi fa pensare a una di quelle chiese tutte arzigogolate che cadono a pezzi, le guardi, ti sembra che debbano lacerarsi come una stoffa piena di buchi e invece rimangono in piedi. … Vargas

Cominciai a diventare una di quelle donne che passano dal dolore alle risate senza vie di mezzo, che stanno sempre ad aspettare che succeda qualcosa, qualsiasi cosa purché non sia un domani uguale. Odiavo la pace, mi faceva paura. Mastretta
… con i capelli imbrillantinati davanti e spettinati di dietro. Si pettinavano come se dovessero farsi fotografare di faccia, il resto non importava. Mastretta
Sapeva dove aveva lasciato gli occhiali ogni volta che non li trovava. Mastretta

Selvatica e concreta, … come lo trovi un fidanzato, le aveva detto una volta una sua compagna di corso, se sei sempre così sgarbata e diretta? Lucarelli
Non era bella, il volto troppo affilato, gli occhi troppo vicini, anche i capelli, tagliati corti, troppo biondi, una ragazzona alta con curve e gambe da ballerina vestita da segretaria con una uniforme da ausiliaria della Wehrmacht senza contrassegni, che si era aggiustata addosso con ago e filo, le labbra serrate e gli occhi socchiusi dietro le lenti degli occhiali, che portava solo quando non la vedeva nessuno. Lucarelli

Era un uomo imponente e la stanza pareva essersi rimpicciolita. Nello spazio angusto che lo circondata i suoi movimenti apparivano impacciati, come oppressi dalla mancanza d’aria. McEwan
modo di essere di una persona che modifica l’ambiente circostante, come una persona che emette luce, lasciando nel buio chi le sta accanto

Signora che parla al telefono (nell’atrio della stazione in attesa del treno come me). ha la voce a tratti tremolante, come se stesse trattenendo delle lacrime che a momenti sembrano diventare più forti del suo autocontrollo. e invece dice cose tranquillissime, E’ proprio il suo modo di parlare.
Altro uomo che parla al cellulare a scatti: cosa fai? cosa fai? cosa fai? che cosa? che cosa? eh? non ho capito, pronto? pronto? eh, pronto? ho detto pronto. e cosa fai? cosa fai? eh si, magari. anch’io vorrei. tu hai qualche cura miracolosa per i dolori muscolari? muscolari in generale. cosa vuoi che ti dica?
