
Il “rilevatore di cazzate” di Hemingway non è altro che la capacità di uno scrittore di individuare da solo che cosa va eliminato in ciò che ha scritto.
A livello pratico può consistere in una serie di domande che ci si può fare per individuare ciò che non va nello stile, nell’intreccio, in un personaggio, in un dialogo.

Ho usato la parola giusta? Al giusto posto? Le ripetizioni sono volute o posso utilizzare un altro termine? Quel capitolo può essere semplificato? Quell’aggettivo possessivo è davvero necessario? Le immagini utilizzate sono stereotipate?
Quel personaggio è unico? Quale dettaglio basterebbe attribuirgli? I dettagli che lo caratterizzano hanno una funzione narrativa? Serve alla storia? Sa dove sta andando? Sa cosa sta cercando? I dialoghi lo rivelano?
Questo dialogo porta avanti la storia? Il conflitto è il suo motore? E’ chiaro chi sta parlando? I personaggi parlano tutti allo stesso modo?
Se ho usato più punti di vista è chiaro il passaggio da uno a un altro?
Il finale è adeguato alle premesse? Ci sono elementi irrisolti? La cronologia è chiara? Il colpo di scena è stato adeguatamente preparato con degli indizi? Ci sono scene fini a se stesse?
Articolo interessante sullo “Shit-Detector” il dono più essenziale per uno scrittore.
