
Il romanzo è orizzontale, ha la possibilità di distendersi e di contemplarsi, di arrestarsi e di riavvolgersi in continuazione.
Il romanzo ha più nuclei, uno principale intorno al quale ruotano gli altri.
Nel romanzo il personaggio si modifica, cambia, matura grazie a una esperienza.
Il romanzo è fatto per riecheggiare nella mente del lettore anche nelle pause di lettura.
Il romanzo è fatto per riecheggiare nella mente del lettore anche nelle pause di lettura.
Il racconto è verticale, ogni cosa scivola come su un piano inclinato
Per il racconto si ragiona su un solo nucleo, tutto il racconto è centrale.
Il racconto è un’istantanea, un fotogramma che illumina un segmento narrativo che ha un prima e un dopo.
Il racconto è una freccia scoccata che si esaurisce nel momento della lettura.
Il racconto ha un solo meccanismo, una sola azione.
Carver era solito dire che il racconto era finito q uando reinseriva le virgole che aveva tolto nella precedente versione.

“Oggigiorno ci sono troppe altre cose che reclamano la nostra attenzione. Bisogna che la storia vi prenda subito, di colpo. Esaminate l’inizio di un qualsiasi racconto che vi piace. Esaminate gli inizi delle storie di Cechov, le prime due frasi. Siete già entrati nella stanza e la trovate irresistibile. O prendete Hemingway, o Frank O’Connor, oppure Flannery O’Connor. leggete le prime frasi. Non c’è verso di lasciare il racconto a metà” … Raymond Carver (da “Niente trucchi da quattro soldi”)

Uno scrittore deve chiedersi se la sua idea è un romanzo o un racconto
soprattutto per decidere quanto respiro dare alla storia,
se gli conviene stare addosso a un tema o dare più spazio
ai personaggi e alle loro contraddizioni.

“Mi piace il meticoloso lavoro di un romanzo lungo e complesso, e temo, invece, la sfida del racconto breve, un genere molto diverso. In un romanzo si crea un universo per aggregazione di particolari, come si tesse un arazzo dai molti colori; nel disegno si dissimulano i difetti e alla fine ciò che conta è l’impressione generale, il fascino dell’insieme. Un racconto, invece, è come una freccia. Uno scrittore ha a sua disposizione solo un tiro, sono necessarie mira precisa e velocità, tensione perfetta, il polso fermo dell’arciere. In un racconto non c’è tempo né spazio per gli errori, si nota tutto. Se non ha il tono giusto fin dalla prima frase, è meglio lasciar perdere. Se si corregge molto si dilegua la brezza fresca che fa volare l’immaginazione del lettore. Per un romanzo c’è bisogno di pazienza, di tempo, di concentrazione e di un buon occhio per i particolari. Per un racconto sono necessarie ispirazione e una certa dose di fortuna”. Isabel Allende – Almanacco dei libri

“A un certo punto del mio apprendistato mi misi in testa che, se volevo diventare un bravo scrittore di racconti, dovevo imparare a pescare. … Che cosa si fa, mi dicevo, quando si va a pescare? si sta soli in riva all’acqua, che è la vita, cercando di catturare i pesci che ci nuotano dentro, che sono le storie. Da fuori l’acqua nasconde i suoi segreti, ma un bravo pescatore è in grado di capire la profondità dal poco che si vede in superficie, di pazientare mentre tutto sembra immobile e di tenersi pronto. E di combattere, quando è il momento”. Paolo Cognetti – A pesca nelle pozze più profonde

“In quella lotta che si instaura fra un testo appassionante e il suo lettore, il romanzo vince sempre ai punti, mentre il racconto deve vincere per knock out”. Julio Cortázar
Racconti da non perdere
“La sentinella” di Fredric Brown
“Un giorno ideale per i pescibanana” di J.D. Salinger
“La lotteria” di Shirley Jackson
“L’estraneo” di Howard Phillips Lovecraft

