Se uno scrittore smette di osservare è finito.
Ma non è che debba farlo consapevolmente, pensando che potrebbe servirgli.
Forse all’inizio è diverso, ma col tempo, tutto quello che lo scrittore vede finisce nella grande riserva delle cose che ha osservato o che conosce.
Ammesso che a qualcuno possa interessare, io cerco sempre di scrivere secondo il principio dell’iceberg: i sette ottavi di ogni parte visibile sono sempre sommersi.
Tutto quel che conosco è materiale che posso eliminare, lasciare sott’acqua, così il mio iceberg sarà sempre solido.
L’importante è quel che non si vede.
Ma se uno scrittore omette qualcosa perché ne è all’oscuro, allora le lacune si noteranno.
Già è abbastanza difficile scrivere libri e racconti, non parliamo doverli spiegare. Poi significherebbe rubare il mestiere ai critici… Leggete quel che volete, di quel che ho scritto, ma solo per il piacere di farlo. E se ci trovate qualcosa, è perché l’avevate dentro di voi prima di cominciare la lettura. Ernest Hemingway
